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BEBOP • CONTENT MODEL

Content Target

A chi parla — e chi userà davvero ciò che propone. Due cose che spesso non coincidono: chi legge un contenuto e chi usa il prodotto di cui parla. Tenerle distinte è ciò che evita i contenuti che parlano a tutti e a nessuno.

Siamo in una sala riunione dove sulla lavagna è presente una Customer Journey e sulla scrivania varie proposte di Topic Cluster.
• La domanda

A chi parla, e chi usa ciò che propone?

Sembra una domanda sola, ma sono due. Perché chi legge un contenuto e chi usa davvero il prodotto o il servizio di cui parla non sempre coincidono. Confonderli è uno degli errori più silenziosi: scrivi per l'uno pensando all'altro, e non arrivi a nessuno dei due.

Questa è la Content Target: l'identità a cui il contenuto si riferisce.
Due proprietà: Persona, End User.
• Le due prorietà

Persona
a chi parliamo

Il destinatario principale per cui il contenuto è progettato. Uno solo, per scelta.

La Persona decide quasi tutto ciò che segue: linguaggio, profondità, conoscenze presupposte, argomentazioni, obiezioni, tono, CTA. Cambia la Persona e cambia il contenuto, anche a parità di argomento.

Ed è qui la regola che salva dai contenuti-minestra: se due pubblici richiedono linguaggi e livelli incompatibili, non sono due sfumature della stessa Persona: sono Persone diverse, e probabilmente servono contenuti diversi. Un contenuto che prova a parlare a tutti finisce per non parlare a nessuno.

End User
chi usa davvero

Chi utilizza concretamente il prodotto, il servizio o la soluzione di cui il contenuto parla. Può coincidere con la Persona, oppure no e gli End User possono essere più di uno:

  • Persona: Consumatore → End User: Consumatore (coincidono)
  • Persona: Genitore → End User: Bambino
  • Persona: Responsabile IT → End User: Dipendenti dell'organizzazione

Questa distinzione ti permette di scrivere per chi decide o legge, senza perdere di vista chi poi userà davvero ciò che proponi. Sono due esigenze diverse, e il contenuto le tiene entrambe in vista.

• La regola

Un contenuto parla principalmente a una Persona

Più End User sono ammessi, e possono non coincidere con lei. Ma il contenuto non deve mai cercare di soddisfare, contemporaneamente, pubblici che richiedono strategie comunicative incompatibili.

Queste due proprietà determinano l'audience della pagina.

Siamo in una sala riunione dove sulla lavagna è presente una Customer Journey e sulla scrivania varie proposte di Topic Cluster.
• Dalla teoria al codice

Come l'ho reso eseguibile

Il Target è la dimensione che di solito resta "nella testa di chi scrive". Il plugin, acceso su questo sito, la rende invece esplicita e utilizzabile:

  • diventa un dato strutturato del contenuto: Persona ed End User dichiarati, non solo immaginati;
  • alimenta lo schema.org come audience: così anche gli answer engine sanno per chi è pensata una pagina, non solo di cosa parla;
  • diventa una dimensione di analisi: puoi leggere quali pubblici interagiscono davvero, non solo quali pagine vengono viste.
Dichiaro chi ascolta e chi usa, e quel dato viaggia fino allo schema e alle dashboard.
• Le dimensioni

Content Topic dice di che cosa parla. Ma lo stesso argomento cambia forma a seconda di chi ascolta e del momento

Content Identity

Che cosa è, e dove vive. Prima ancora di sapere di cosa parla o a chi, un contenuto ha una natura — un articolo, un prodotto, una case history — e un canale in cui vive, dal sito al social. È la dimensione che rende il modello estendibile ovunque.

Content Topic

Di che cosa parla. Ogni contenuto ha un centro semantico e delle relazioni con gli altri: non una pagina isolata, ma un nodo dentro un grafo di conoscenza. È qui che l’architettura del sito ricalca l’architettura degli argomenti.

Content Journey

In quale percorso interviene, e cosa deve ottenere adesso. Un contenuto non esiste in generale: vive in un momento preciso del cammino di una persona, e lì ha un compito. Sbagliare il momento vuol dire scrivere la cosa giusta al momento sbagliato.

Ultimi aggiornamenti sul tema
#Bebop Content Model

• E Adesso

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Structure meets swing
Dore Angelo
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© 2026 Angelo Giovanni Dore • Contenuti rilasciati con licenza CC BY 4.0
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