Content Topic
Di che cosa parla. Ogni contenuto ha un centro semantico e delle relazioni con gli altri: non una pagina isolata, ma un nodo dentro un grafo di conoscenza. È qui che l’architettura del sito ricalca l’architettura degli argomenti.
Che cosa è, e dove vive. Prima ancora di sapere di cosa parla o a chi, un contenuto ha una natura — un articolo, un prodotto, una case history — e un canale in cui vive, dal sito al social. È la dimensione che rende il modello estendibile ovunque.
Prima ancora di sapere di cosa parla o a chi si rivolge, un contenuto...
Il canale in cui il contenuto è pubblicato e fruito: Website, E-commerce, App, LinkedIn, Instagram, Facebook, YouTube, Newsletter…
Questa è la proprietà che rende il modello estendibile oltre il sito. Le stesse quattro dimensioni descrivono una pagina web, un reel e una DEM: cambia la Platform, non il modo di ragionare.
Una precisazione che conta: Platform è il contesto, non la tecnologia. WordPress non è una Platform, è un modo di realizzare un Website. Se domani lo stesso Website lo costruissi con altro, la Platform resterebbe "Website".
La natura dell'oggetto informativo: Product, Service, Article, Case History, Person, Organization, Event, Course, Project, Recipe, Job Position…
Il Type è indipendente da come il contenuto viene mostrato. Un prodotto resta un prodotto sia che lo veda in una scheda singola, sia in un elenco. È la sostanza, non la forma.
La forma con cui il Type si presenta, dentro quella Platform. I valori disponibili dipendono dalla Platform:
Platform, Type e View si dichiarano sempre, in modo esplicito: una sola volta ciascuno.
La tecnologia con cui lo pubblichi resta fuori dal modello: descrivi il contenuto, non lo strumento.
È la combinazione delle tre proprietà a costruire l'identità completa:
Website → Product → SingleWebsite → Product → ArchiveLinkedIn → Product → PostInstagram → Product → ReelStessa natura (Product), contesti e forme diverse: tre contenuti distinti, con requisiti distinti.
Qui la Content Identity smette di essere teoria. Il plugin che esegue il Bebop Content Model, quello acceso proprio su questo sito, traduce le tre proprietà in codice:
E da questa identità il plugin genera il @type corretto nello schema.org, in automatico. Un esempio che hai sotto gli occhi: la pagina che stai leggendo è Website → Article → Single — e il suo grafo lo dichiara. Apri il sorgente e guarda.
Content Identity dice che cosa è e dove vive. Poi il contenuto ha un argomento, un pubblico, un momento:
Di che cosa parla. Ogni contenuto ha un centro semantico e delle relazioni con gli altri: non una pagina isolata, ma un nodo dentro un grafo di conoscenza. È qui che l’architettura del sito ricalca l’architettura degli argomenti.
A chi parla — e chi userà davvero ciò che propone. Due cose che spesso non coincidono: chi legge un contenuto e chi usa il prodotto di cui parla. Tenerle distinte è ciò che evita i contenuti che parlano a tutti e a nessuno.
In quale percorso interviene, e cosa deve ottenere adesso. Un contenuto non esiste in generale: vive in un momento preciso del cammino di una persona, e lì ha un compito. Sbagliare il momento vuol dire scrivere la cosa giusta al momento sbagliato.
Se sei un collega, e vuoi approfondire l'idea del modello:
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